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L. Riccardi, Cina: il mercato dell’ e-commerce - Fisco e Tasse, 4.7.2014

Nel 2000 in una Cina con poco più di 2 milioni lo sviluppo dell’ e-commerce era cosa pressappoco sconosciuta. A fine 2013 la situazione è drasticamente cambiata, sono infatti 600 milioni i cinesi che hanno accesso ad internet che costituiscono più del 40% della popolazione e tale cifra è destinata a crescere velocemente nel giro di pochi anni.

Si è registrata una crescita vertiginosa anche nel numero dei cellulari che permettono la connessione ad internet, è stata infatti già superata una quota superiore ai 400 milioni di utilizzatori di tali tecnologie e il mercato dell’e-commerce ha un tasso di crescita tra il 2009 e il 2012 che ha raggiunto valori prossimi al 70%, con più di 200 milioni di acquirenti on-line, facendo si che la Cina sia già sul punto di raggiungere i livelli degli USA e di avviarsi ad essere nel giro di brevissimo tempo il leader mondiale nel mercato dell’ecommerce.

Un grosso contributo a tale crescita è stato dato dallosviluppo di un ceto medio cinese sempre più predisposto ad acquisti sul web grazie ad una maggiore consapevolezza dei prodotti, all’acquisto di beni di medio-alta qualità e all’attaccamento al brand. In base alle stime degli addetti ai lavori, circa l’80 % dei clienti dei brand locali fa acquisti ripetuti sul web, a conferma della sempre crescente consapevolezza di tale tipologia di acquisto.

Indubbiamente il futuro di questo settore in Cina non può prescindere dagli sviluppi tecnologici, dall’evoluzione dei comportamenti dei consumatori cinesi e da facilità di ricerca,velocità e convenienza degli acquisti sul web. Secondo le previsioni di Bain & Company nel 2015 le transazioni del settore dell’e-commerce in Cina raggiungeranno i 540 miliardi di dollari americani pari al 7,5% del valore mondiale per raggiungere poi nel 2020 valori tali che il mercato cinese sarà superiore all’unione dei mercati giapponese, inglese, americano, tedesco e francese.

L’articolo completo può essere letto sulla Rivista Fiscalità Estera n. 5/2014