China will start up again

February 6, 2020

Quando si parla di coronavirus bisogna tenere bene in mente una cosa: la Cina riparte". Lorenzo Riccardi, Managing Partner della società di consulenza RsA, specializzata in Paesi emergenti, ed esperto di investimenti italiani o esteri in Cina e di investimenti cinesi in Italia, Europa o Paesi terzi, invita l'Italia a non cedere all'allarmismo per l'emergenza sanitaria partita da Wuhan in una conversazione con Affaritaliani.it. "Certamente sono fasi di complessità per la comunità italiana in Cina. Ma va sottolineato che, fin da subito, c'è stata coesione e si è creato un gruppo di lavoro tra manager, imprenditori e istituzioni, in primis l'Ambasciata italiana di Pechino. C'è stata un'immediata reazione".

Riccardi, che vive e lavora a Shanghai da 13 anni, sostiene che "chi vive in Cina ha un punto di vista diverso da chi sta in Italia e guarda con distanza a quello che succede in città come Pechino o Shanghai. In generale, in Cina viene apprezzata la reattività e l'efficacia con cui il governo ha posto in essere misure atte a contenere e risolvere nel più breve periodo possibile l'emergenza sanitaria. Basti vedere ai tempi record con cui stato stati costruiti nuovi ospedali a Wuhan o con cui sono state prese misure drastiche come la quarantena nella provincia dello Hubei".

 

Com'è la situazione per le imprese in Cina?

Sono state prese misure a tutela dei lavoratori dipendenti e gradualmente verranno introdotte misure per agevolare le imprese che operano nelle aree maggiormente colpite. AL momento la ripartenza delle attività è prevista per il 10 febbraio nella maggior parte dei centri tra cui Shanghai. In zone maggiormente colpite si dovrebbe ripartire invece il 17 febbraio o anche più tardi. L'auspicio è che la reattività di fronte all'emergenza porti a un impatto economico il più contenuto possibile. Speriamo la situazione possa essere gestita con successo entro il prossimo trimestre.

 

Come si fa a trasmettere fiducia alle imprese italiane che vogliono operare in Cina?

Bisogna ricordarsi che la Cina riparte. Ogni anno sono state introdotti benefici e agevolazioni per promuovere la presenza delle imprese straniere. In relazione all'emergenza sanitaria saranno messi a disposizione strumenti per posticipare le scadenze fiscali, aumentare l'accesso al credito per le banche e ridurre gli oneri di affito degli immobili industriali. Dobbiamo stringerci alla Cina e sperare che l'emergenza si risolva nel più breve tempo possibile.

 

In che modo può incidere il blocco dei voli da e per la Cina deciso dal governo italiano?

Le associazioni e i gruppi imprenditoriali hanno già trasmesso messaggi chiari per il ripristino, quantomeno, dei voli commerciali. E la riapertura dei voli cargo è già una prima notizia positiva per garantire la continuità del flusso commerciale. Spero ci possa essere la possibilità di avere ulteriori voli diretti per garantire di rientrare in Italia agli italiani che vivono in Cina e di rientrare in Cina ai cinesi che si trovano in Italia.

 

Per il turismo si tratta di un brutto colpo, soprattutto nell'anno della cultura e del turismo Italia-Cina. Crede che nella seconda parte dell'anno si possa recuperare il terreno che andrà inevitabilmente perduto nel primo semestre?

Temo che il turismo sarà tra i settori più colpiti da tutta questa vicenda, anche per l'impatto sull'anno della cultura e del turismo Italia-Cina. Il messaggio di Mattarella a Xi è stato comunque un primo passo di grande rilievo, così come i numerosi messaggi inviati dall'imprenditoria e dagli operatori nell'ambito turistico, al mantenimento di un canale comunicativo con Pechino. E' importante mostrare solidarietà e sostegno in questa fase di emergenza.

 

La Cina si rialzerà a breve?

Chi ha vissuto in Cina o vi ha passato un periodo della sua vita ha sicuramente colto la qualità maggiore di quel paese, che è proprio la reattività di fronte alle difficoltà e la capacità di gestire situazioni di grande complessità. Chi ha esperienza di Cina non ha timori sul fatto che Pechino saprà ripartire alla grande anche dopo questa fase di criticità. 

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